Rent to buy: di cosa parliamo?

Quando si parla di rent to buy non ci si riferisce a un vero e proprio contratto quanto, piuttosto, a una promessa di acquisto o di vendita a un prezzo bloccato. In sostanza, i contratti immobiliari che si basano su questa formula offrono all’acquirente la possibilità di entrare subito nella casa di interesse: non c’è bisogno di versare alcuna caparra o di elargire alcun affitto, mentre la sola condizione che deve essere rispettata è che l’abitazione venga comprata entro un certo termine. Fino al momento dell’acquisto, però, è il venditore che continua a detenere la proprietà dell’immobile, in modo tale che egli possa essere garantito di fronte a qualsiasi genere di imprevisto o a qualunque potenziale problema.

Non è un acquisto a rate

Non si dovrebbe considerare il rent to buy a Roma, a Milano, a Napoli o in qualsiasi altra città un modo per acquistare un immobile a rate, dal momento che in occasione della scadenza prestabilita è indispensabile corrispondere al venditore il totale dell’importo che è stato concordato con la promessa di acquisto. Mentre si usufruisce dell’immobile, in sostanza, il futuro acquirente ha tempo di chiedere e ottenere un mutuo in banca, oppure può far trascorrere i mesi o gli anni che gli servono per svincolare del denaro che aveva investito in un conto deposito o in un fondo a scadenza obbligata.

Quando si sceglie il rent to buy

Il rent to buy in linea di massima viene applicato per i complessi immobiliari che saranno completati nel giro di breve tempo o per gli immobili nuovi. Uno degli obiettivi di questa soluzione è quello di rendere gli acquisti più semplici: vi si ricorre specialmente nel caso in cui si abbia a che fare con un numero elevato di unità immobiliari da vendere. Solo raramente i privati propongono il rent to buy, visto che di solito non sono costretti a vendere in fretta. Per ora, però, i numeri effettivi del mercato immobiliare mettono in evidenza dei numeri troppo bassi in termini di acquisti conclusi dopo la fruizione degli immobili.

Proprio questi dati statistici hanno scoraggiato, fino a questo momento, i venditori, che in molti casi manifestano una certa ritrosia nel proporre il rent to buy per gli immobili che vogliono cedere proprio perché in tante occasioni gli acquirenti si limitano a usufruire della casa per il periodo di tempo concordato per poi non completare l’acquisto. Naturalmente tutto ciò è lecito, nel senso che i potenziali acquirenti hanno il pieno diritto di rinunciare all’immobile: certo è che una situazione del genere si rivela, per il venditore, una perdita di tempo.

E non è tutto, perché c’è un’altra controindicazione degna di nota: in caso di acquisto non portato a termine, quell’immobile non potrà più essere ritenuto nuovo né venduto come tale, il che si tradurrebbe in una svalutazione consistente dal punto di vista del valore monetario. Ciò non toglie che il rent to buy abbia anche dei vantaggi significativi: attrae chi non ha a disposizione una liquidità immediata ma sa di poterne usufruire nel giro di breve tempo.