La primavera di Sandro Botticelli
Arte e Cultura

La primavera di Sandro Botticelli

La Primavera di Sandro Botticelli è senza dubbio una delle opere più importanti della storia dell’arte internazionale. Un autentico capolavoro che è stato oggetto di studi per molti anni e che ancora oggi viene analizzato in tutti i suoi principali dettagli, anche per via del soggetto allegorico. Anche se, è bene ricordare, che il vero significato di questa opera incredibile ancora non è stato del tutto svelato: ecco perciò un’attenta analisi della stessa.

La descrizione del quadro

Quando ci si trova dinanzi a La Primavera di Botticelli, non si può certo fare a meno di notare una serie di personaggi allegorici presenti all’interno del dipinto. Questi sono allineati in primo piano, con un paesaggio per lo più scuro intorno a loro. Sulla destra vi è Zefiro che abbraccia Clori, una ninfa, che ha la particolarità di essere presente due volte nella stessa immagine: si trova anche sulla sinistra, dove assume le forme di Flora, vestita prettamente da fiori. Al centro di questo meraviglioso dipinto vi sono invece Cupido e Venere, con il primo intento a svolgere il suo “lavoro”, ossia quello di lanciare i suoi dardi d’amore. Sono presenti anche le tre Grazie che danzano in maniera molto raffinata muovendo i loro veli trasparenti. Infine, si può notare la figura di Mercurio che alza il braccio destro e tocca, grazie al suo caduceo, una nuvola. L’occhio attento dell’osservatore può notare come sul prato vi siano erbe e fiori, mentre tra le fronde degli alberi vi sono dei frutti arancioni.

Il contesto dell’opera

Questo dipinto, ormai celebre in tutto il mondo e che ha segnato la storia dell’arte italiana, è di Sandro Botticelli il quale però non ha dato il nome alla sua opera. Infatti fu Vasari a dare il titolo, anche in virtù di una serie di studi sulle opere d’arte italiane risalenti al periodo del Rinascimento. I più esperti, nel corso degli anni, hanno visto in un dipinto del genere una particolare allegorie, col dipinto che starebbe a rappresentare il regno di Venere. Questo è stato possibile andando ad analizzare l’iconografia neoplatonica del filosofo Marsilio Ficino. In particolare, si può considerare che attorno alla Corte dei Medici a Firenze, il circolo di intellettuali iniziava a diventare alquanto autorevole e lo scambio di idee era continuo. Il filosofo e poeta Poliziano, grazie alle sue opere, fu oggetto di studi in quel tempo, ecco perché gli autori iniziarono a studiare con un certo interesse anche la mitologia romana e greca così da interpretarla nei quadri contemporanei.

I simboli de “La Primavera di Botticelli”

Andando a vedere il quadro, si può notare come la figura maschile che si trova a sinistra può a tutti gli effetti essere Mercurio. In aiuto degli studiosi vi è l’interpretazione neoplatonica che ha permesso di leggere bene la simbologia dell’opera. All’opposto di Mercurio vi è Zefiro, intento ad inseguire Clori che si trasforma in Flora, spargendo dei bellissimi fiori sul prato, che sta a significa proprio il mondo. Un’allegoria vera e propria della fecondazione, come si può notare andando a vedere ciò che si presenta al centro del dipinto. In alto è presente la Venus Humanitas, colei che suscita tutte le passioni terrene nelle persone. E proprio da queste origina una seria attività di contemplazione che permette all’uomo di riflettere meglio su quella che è la sua reale condizione di vita. Le tre Grazie vengono invece rappresentate come tre fanciulle eleganti. C’è Cupido che volteggia, con gli occhi bendati, proprio sopra a Venere. Gli studiosi di arte sono riusciti ad individuare oltre 130 specie vegetali che sono state raffigurate in maniera estremamente precisa da Botticelli. Il che lascia intendere che l’artista, prima di realizzare la sua opera, si dedicò allo studio di erbe e fiori che vengono presentate perfettamente.