Cibo e nutrizione

Truffe nell’olio: ecco come riconoscerle

L’olio è un must della cultura italiana e più in generale mediterranea. Si tratta di uno degli alimenti più conusmati e apprezzati del nostro paese, che si colloca di diritto tra le eccellenze mondiali nella produzione di olio.

La grande varietà di uliveti presenti da nord a sud infatti, permette di tirare fuori ogni anno prodotti variegati e dal gusto autentico. La vendita di olio è aumentata a dismisura negli ultimi tempi in tutta la penisola: sono nate molte aziende agricole che si impegnano a produrre olio biologico, ma anche la vendita di oli online è esplosa contestualmente al processo di digitalizzazione in atto.

Tuttavia non sono mancate le polemiche negli ultimi tempi rispetto alla dubbia provenienza di molti oli che si trovano quotidianamente negli scaffali dei supermercati. Per cercare di evitare acquisti di prodotti di scarsa qualità o addirittura contraffatti, vediamo quali sono le principali azioni da mettere in atto.

I parametri da verificare quando si compra l’olio

Spesso succede che un normale olio di semi o un olio di oliva venga venduto con la dicitura di olio extravergine di oliva. Per prima cosa c’è da dire che un olio extravergine di oliva si differenzia dagli altri per il tasso di acidità (che non può superare l’1%); inoltre l’olio extravergine di oliva può essere ottenuto solo tramite estrazione con metodi meccanici e a freddo, cioè a temperature rigorosamente inferiori ai 28 gradi.

La prima cosa da fare quando si acquista una bottiglia di olio è verificare alcuni parametri: per l’olio extravergine di oliva è ad esempio obbligatorio che venga indicato il frantoio di provenienza. Spesso ci si trova nella situazione in cui un olio extravergine è prodotto in un paese europeo con olive provenienti da un altro paese, anche non europeo. Nel caso in cui si acquisti un prodotto DOP (denominazione di origine protetta) o addirittura IGP (indicazione geografica protetta), non ci sarà alcun problema rispetto alla qualità dell’olio. Basta pensare che in Italia esistono solo 24 prodotti DOP e addirittura un solo prodotto con certificato IGP.

Leggere bene l’etichetta è quindi alla base dell’acquisto di olio: quest’ultima deve essere chiara e contenere la data di scadenza (leggibile) del prodotto. Inoltre, dal 2016, è stato introdotto l’obbligo di inserire i valori nutrizionali tra le informazioni da inserire nell’etichetta. Nel caso dell’olio l’informazione che va ricercata è la presenza di grassi ed energia all’interno di 100 grammi di olio. Si tratta di informazioni molto importanti, poiché una corretta assunzione di olio può contribuire a combattere colesterolo e trigliceridi in eccesso. Infine c’è da considerare il prezzo che, come nel caso di altri prodotti, è un indicatore fondamentale. Bottiglie di olio extravergine di oliva vendute a prezzi molto bassi dovrebbero subito rappresentare un campanello d’allarme e farci desistere dall’acquisto.

Olio bio e oli deodorati: cosa c’è da sapere

In precedenza accennavamo all’esplosione delle piccole aziende agricole su tutto il territorio nazionale. Questo è dovuto all’eccellenza del prodotto, e anche alla volontà di esaltare la biodiversità, aspetto che colloca l’Italia al top a livello mondiale. L’olio bio si caratterizza quindi per l’altissima qualità, dovuta al mancato utilizzo di pesticidi. Pesticidi che, al contrario, vengono utilizzati nell’olio extravergine di oliva (specialmente nelle grandi produzioni commerciali) e che spesso finiscono per minare l’autenticità del prodotto allo scopo di eliminare i parassiti che potrebbero annidarsi negli uliveti.

A fare da contraltare all’olio bio ci sono i cosiddetti oli deodorati, la cui commercializzazione è stata favorita da  un regolamento comunitario che è entrato in vigore nel 2018. Questo tipo di olio si ottiene attrverso vari mix, e la sua ricnoscibilità avviene principalmente attraverso il prezzo che il più delle volte è molto basso.