le origini di pescara
Turismo

Pescara: origini e storia della città

Città dalle antiche origini risalenti al I millennio A.C., Pescara ha sempre goduto della sua posizione strategica posta nel cuore dell’Italia e con un affaccio sulla costa adriatica.
Il nome della città, noto per secoli come Aternus, di chiara ascendenza latina, richiama il fiume Pescara, uno dei più lunghi dell’Abruzzo, che sfocia nel mare e nel Reno.
Questo imponente fiume è circondato da un bellissimo paesaggio boschivo e agreste, meta ogni anno di turisti, curiosi e amanti della natura, tanto da meritarsi la dicitura di Area protetta.
I primi insediamenti sul luogo risalgono ai Vestini, popolo italico del I secolo a.C.: fino all’epoca imperiale Pescara intratteneva un fitto e proficuo scambio commerciale con la capitale, traffico che percorreva la Tiburtina Valeria, tuttora esistente come sentiero che attraversa gli Appennini e giunge direttamente a Roma.
Anche i traffici via mare furono sempre fiorenti, fino al XII secolo in cui si registra uno spaventoso spopolamento della città.
Soltanto in epoca medievale, la città venne denominata Piscaria, nome pressoché rimasto invariato fino ai tempi presenti, utilizzato probabilmente in riferimento alla pescosità del fiume, anch’esso ribattezzato col toponimo di Piscarius.
La città di Piscaria era parte delle pertinenze della prestigiosa Abazia di Montecassino, mentre nel XI secolo l’intero territorio pescarese fu dapprima conquistato dalle invasioni barbariche dei Normanni e poi inglobato tra i possedimenti reali di Federico II di Svevia.
Successivamente il territorio di Pescara passò al regno di Napoli, prima di diventare in età aragonese feudo della famiglia D’Avalos, spagnoli che si imparentarono per matrimonio con i D’Acquino, una delle stirpi nobiliari più in vista del Regno di Napoli che furono per parecchie generazioni marchesi proprio nella bella cittadina abruzzese.
Piccola curiosità, proprio tra i marchesi di Pescara si annovera Vittoria Colonna che andò in sposa a Francesco Ferdinando D’Avalos.

Pescara in epoca moderna e contemporanea

Nota a tutti come Bagno Borbonico, la fortezza di Pescara fu realizzata nel XVI secolo, voluta da Carlo V per fortificare e difendere il territorio in caso di guerre o assalti nemici.
A forma di pentagono con dei bastioni imponenti, fu creata sulla base degli studi di Gian Tommaso Scala e resistette agli assalti ottomani e a molte altre vicende belliche successive.
A fine 800 la Fortezza fu demolita in parte e poi ricostruita fino a quando negli anni 90 del secolo scorso fu adibita a caserma di divisioni di fanteria. Attualmente una parte della Fortezza di Pescara ospita il Museo delle genti dell’Abruzzo, un luogo magico e ricco di echi storici in cui apprendere le origini del territorio e delle persone celebri che vi hanno vissuto.
Per tutto il Settecento Pescara fu contesa tra francesi, austriaci e spagnoli e si spopolò notevolmente a causa del clima bellico. Da ricordare l’esperienza di Ettore Carafa che sul finire del secolo prese il controllo del territorio per difendere la neonata Repubblica Napoletana dai Borboni.
Nell’Ottocento, il territorio di Pescara vide la scissione di Castellammare Adriatico in comune autonomo, riunificato solo nel 1927.
A fine secolo Pescara si trasformò in cittadina industriale dai fiorenti commerci industriali, grazie alle famiglie di imprenditori locali che rafforzarono il nome della città in campo nazionale.
Pescara divenne capoluogo di provincia e sebbene durante la Seconda Guerra mondiale patì numerose morti a causa dei bombardamenti del 1943, si riprese nuovamente terminato il conflitto.
Nel 2001, l’allora presidente della Repubblica Ciampi insignì la cittadina e i suoi abitanti di una medaglia aurea al merito civile.
Territorio ricco di storia, monumenti e edifici di interesse pubblico, Pescara è attualmente una delle città italiane più visitate e amate da turisti a appassionati d’arte.
Tra le tante attrazioni ricordiamo la casa natale dello scrittore Gabriele D’Annunzio, la suggestiva cattedrale di San Cetteo, la Basilica della Madonna dei sette dolori, il Palazzo del Governo e molti altri ancora.

FA