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I principali metodi per proteggere l’acciaio inox dall’usura del tempo

Acciai di tipo inox o inossidabili sono caratterizzati da una maggiore resistenza all’ossidazione e alla corrosione, specie in ambienti umidi o dove è presente acqua dolce, rispetto ad altri materiali come acciaio al carbonio.

Tale resistenza è dovuta alla presenza minima di carbonio ( circa 0,07 per cento) e alla presenza del cromo nella lega che permette di proteggere superficialmente il prodotto che verrà formato.

L’utilizzo dell’acciaio inox è ormai a livello quotidiano, ecco perché secondo il Decreto del Ministero della Salute è stato suddiviso il materiale secondo le sue finalità; per uso in contatto con acqua potabile e alimenti esistono circa 19 tipi di acciai, ognuno con diverse proprietà chimiche al suo interno;

L’acciaio inox viene anche utilizzato per armature inossidabili, dove il contatto con le strutture in calcestruzzo, impongono l’utilizzo nel prodotto di circa 17% o 18% di cromo; tale composizione chimica aumenta nel caso il prodotto venga utilizzato per l’utilizzo di temperature elevate, fino a raggiungere il 24 per cento di cromo al suo interno.

Acciaio Inox e cause esterne

Nonostante ogni tipo di acciaio inox venga preparato per combattere l’usura del tempo, come la ruggine, i vari processi di lavorazione a post produzione a cui può essere sottoposto, riducono la sicurezza di conservazione nel tempo; per prevenire o risolvere problemi legati all’usura dell’acciaio inox, vengono applicate tre tecniche di lavorazione: decapaggio, passivazione ed elettrolucidatura.

Decapaggio

Il decapaggio è un operazione chimica di dissoluzione, grazie all’utilizzo di acidi o basi, agendo mediante la rimozione di alcuni elementi superficiali allo scopo di pulirlo.

Nella fase di produzione spesso si raggiungono temperature elevate che generano di conseguenza ossidi superficiali, pertanto spesso il processo di decapaggio viene inserito nella fase di produzione.

Tale processo spesso si effettua a immersione in soluzione di acidi forti, come acido nitrico o in soluzioni alcaline di idrossido di sodio.

Passivazione

La passivazione dell’acciaio è un fenomeno di natura elettrochimica che può sia rallentare che eliminare definitivamente le reazione di corrosione degli acciai inox.

Nonostante nelle condizioni di passività la velocità di corrosione è praticamente nulla, ciò non accade per il potenziale elettrico, a causa di inevitabili sovratensioni di cristallizzazione, dovuta alla rigenerazione continua del passivante.

All’aumentare del potenziale si raggiunge il cosiddetto punto di passivazione a cui corrisponde il massimo della densità di corrente elettrica in corrispondenza della quale avremo un brusco cambiamento della velocità di corrosione.

Elettrolucidatura

L’elettrolucidatura è un processo chimico che rimuove lo strato superficiale dell’acciaio, riducendone cosi al minimo la sua rugosità.

Tale processo si basa sull’elettrolisi, eseguita da una generazione di flusso di corrente elettrica condotta tra il Catodo e l’Anodo attraverso un’opportuno elettrolita.

La differenza tra l’elettrolucidatura e e il decappaggio per quanto riguarda l’acciaio inox è a favore della prima, riuscendo infatti ad asportare maggiore superficie (di ordine di qualche micron), rispetto alla seconda tecnica.

Inoltre è in grado di preservare al contempo la corrosione del metallo e correggere eventuali sbavature.

In conclusione ogni tecnica sopra elencata consente di trattare al meglio il proprio prodotto in acciaio inox; essendo però spesso utilizzate temperature alte e rifinizione di alto livello è sconsigliato il procedimento in “casa”, bensì è meglio affidarsi ad aziende specializzate nel settore, come INOX TRATTAMENTI SRL, dove potrete usufruire del servizio anche direttamente nella vostra azienda.