Import Export
Industrie

Come avviare un’attività di import-export in Italia? Ecco gli aspetti principali da considerare. 

Si sente spesso parlare della globalizzazione del mercato e delle conseguenze negative per tutte quelle aziende che non sono riuscite a fronteggiare la concorrenza su scala globale. Il commercio internazionale però, con i giusti strumenti, rappresenta una grande opportunità. L’importazione consente di sfruttare costi di produzione più bassi a favore di più alti margini di guadagno e/o di penetrare nuovi mercati. Con l’esportazione invece si avvia il delicato processo di internazionalizzazione dell’impresa che consente alla stessa di raggiungere nuovi target. Ma come si avvia un’attività di import-export? Leggi l’articolo e scopri come fare. Ci preme però sottolineare che il commercio internazionale non si esaurisce in poche righe e che gli elementi da considerare sono molteplici e piuttosto complessi. Per avere una visione d’insieme e conoscere le peculiarità dei singoli mercati esteri visita il sito Import-Export Italia.

In cosa consiste l’import-export?

Con il termine import-export si indicano le operazioni che consentono lo spostamento di merci da un paese all’altro. Sia l’importazione che l’esportazione comportano numerosi vantaggi e benefici ai paesi coinvolti nella movimentazione di merci. L’importazione consiste nell’acquisto di materie prime, macchinari e prodotti finiti da un paese estero. Come anticipato la motivazione alla base di tale scelta è il minor costo di produzione o di acquisto che si traduce per l’azienda che importa in maggiori profitti. L’esportazione consiste nell’attivare nuovi canali di distribuzione e vendita per i propri prodotti nei mercati esteri. In entrambi i casi è fondamentale conoscere i mercati di riferimento: gli aspetti burocratici per importare ed esportare merci come le licenze richieste, gli aspetti legali che riguardano la regolamentazione dei contratti di acquisto e vendita, il sistema tributario ed i metodi di pagamento accettati etc. Dunque l’import-export si esplica nella movimentazione di merci ma ancor prima nell’attività di analisi dei mercati esteri su cui hai deciso di investire.

Su quali paesi conviene puntare per import-export?

Ti starai chiedendo a questo punto su quali paesi conviene puntare per la tua attività. È importante sapere che nel settore sono state identificate 3 grandi aree di interesse caratterizzate da diversi vantaggi e svantaggi. Ecco come sono raggruppati i diversi paesi:

  • Paesi del terzo mondo: principalmente il continente africano. Si tratta di nazioni che non dispongono di materie prime e che per tale motivo non hanno sviluppato canali di vendita e di distribuzione efficienti. Puntare su questi paesi potrebbe essere una grande opportunità ma richiede una spiccata propensione al rischio.
  • Paesi emergenti: si tratta di nazioni che godono di una buona stabilità finanziaria e politica e un’economia in piena crescita come ad esempio il Vietnam o le Filippine. Rappresentano un’ottima occasione per l’import-export ma la concorrenza è piuttosto spietata.
  • Paesi sviluppati: paesi stabili sia dal punto di vista politico che economico e finanziario. Cina, Giappone, Russia, Stati Uniti e Canada per fare un esempio. Si tratta di mercati più che consolidati ma che offrono opportunità di guadagno limitato a causa dell’elevata concorrenza

Per massimizzare i profitti più che puntare su una singola area di interesse ti consigliamo di differenziare la tua attività di import-export. Questo vuol dire trovare il giusto mix per allocare il budget su le 3 aree di interesse. Ciò come anticipato richiede un’analisi approfondita dei singoli mercati esteri e delle relative opportunità commerciali. Si tratta di valutazioni che richiedono competenze specifiche, se non le possiedi o in azienda manca la figura di riferimento, richiedi una consulenza ad un professionista del settore.

Quali prodotti conviene importare ed esportare?

Per quanto concerne l’importazione due sono le strategie che puoi adottare:

  • importare prodotti economici
  • importare prodotti innovativi

La prima alternativa si rivolge principalmente ai mercati asiatici, Cina ed India in particolar modo. In questo caso si tratta di acquistare grandi quantità di prodotti il cui costo di produzione è di molto inferiore rispetto agli altri mercati. La soluzione più in voga è quella di vendere i prodotti acquistati online, in questo si ha la possibilità di intercettare potenziali clienti in qualsiasi parte del mondo. Nel secondo caso invece la strategia vincente è trovare prodotti innovativi che non sono ancora reperibili nel mercato italiano. Se le valutazione a valle sono adeguate (prodotto da vendere e target di riferimento) è possibile raggiungere ottimi profitti e acquisire un vantaggio competitivo sulla concorrenza.

In merito all’esportazione dei prodotti c’è da dire che il made in Italy offre numerose opportunità di guadagno per la quasi totalità dei settori. Per un’attività di esportazione redditizia punta principalmente sull’abbigliamento e su cibi e vini italiani (prodotti più esportati nel 2019, fonte Coldiretti). I mercati di riferimento sono principalmente l’Europa, l’America e l’Asia. Stando agli ultimi dati pubblicati per l’anno 2019 i paesi che i principali paesi di destinazione dei prodotti italiani sono: Germania, Francia e Stati Uniti. Per quanto riguarda il mercato asiatico: Cina, Giappone e Corea del sud sono stati i maggiori acquirenti dei prodotti made in Italy.

Cosa fare praticamente per avviare un business di import-export?

Fatte le dovute analisi, stabiliti i prodotti ed i mercati di riferimento dell’import-export puoi finalmente cominciare la tua attività. In merito all’importazione dovrai preoccuparti di:

  • cercare e selezionare i fornitori migliori
  • attivare e gestire le importazioni
  • ricercare nuovi potenziali acquirenti
  • attivare e gestire le esportazioni
  • selezionare fornitori per le spedizioni e la logistica

 

Ricorda inoltre che per importare ed esportare prodotti da e verso i paesi esteri avrai bisogno di recuperare le seguenti informazioni:

  • corretta etichettatura e norme di sicurezza dei prodotti
  • accertati che la ditta cedente abbia pagato tutte le accise previste e che sia in possesso delle necessarie licenze di vendita e commercio