Tisana al finocchio
Salute

Tisana al finocchio, alcune sue caratteristiche

Considerato uno dei sistemi naturali più efficaci per combattere il gonfiore addominale e aiutare la digestione, la tisana al finocchio è piacevole da bere, fresca e semplice da preparare. Ecco tutti i benefici di questa antica pianta e i metodi di preparazione per renderla più efficace.

Conosciuta già nell’antichità per le sue capacità curative, la pianta di finocchio veniva utilizzata già nell’antico Egitto e in Grecia per la cura di alcuni disturbi come il mal di stomaco o i problemi di digestione, soprattutto dopo pasti particolarmente abbondanti.

1. Perché bere la tisana al finocchio

Oggi, come nell’antichità si utilizzano tutte le parti della pianta, come le foglie, i semi e il bulbo, adatti alla preparazione di decotti benefici contro i crampi addominali, i problemi di stitichezza e per la ritenzione idrica.

Nello specifico, il finocchio presenta alcuni importanti benefici, fondamentali per il benessere dell’organismo e dunque come coadiuvante nella dieta:

  • assumere una tazza di tisana al finocchio ogni giorno aiuta a combattere la ritenzione idrica prima causa della cellulite;
  • dopo un pasto abbondante o in caso di bruciori allo stomaco, il finocchio favorisce la digestione grazie alle qualità antispasmodiche naturali, placa le contrazioni e i dolori allo stomaco e alla pancia;
  • la sua funzione calmante blocca gli attacchi di fame nervosa, aiutando il processo di dimagrimento;
  • possiede importanti proprietà carminative che migliorano i problemi di meteorismo;
  • bevuta calda, la tisana al finocchio scioglie il catarro e i muchi presenti nella gola;
  • contiene virtù antibatteriche e disinfettanti che limitano le infiammazioni alle gengive, rendendo l’alito naturalmente gradevole;
  • le numerose vitamine presenti come quelle del gruppo A, B, C rafforzano il sistema immunitario e danno energia soprattutto contro il caldo torrido;
  • i semini presenti nella pianta contengono principi naturali simili agli estrogeni che prevengono i problemi legati alla menopausa e al ciclo mestruale;
  • le modeste quantità di calcio, ferro e fosforo aiutano il sostentamento dell’organismo in caso di regimi alimentari particolarmente poveri.

2. Prepara la tisana al finocchio in poche semplici mosse

La preparazione della tisana al finocchio è semplice e richiede davvero pochi minuti, qualsiasi sia il metodo che si utilizza: sia sfruttando i semi, che il bulbo che le foglie fresche. Di seguito riportiamo tre sistemi per preparare una bevanda concentrata e benefica, senza pericolo di dispersione dei suoi principi nutritivi.

1. Preparazione della tisana utilizzando i bulbi

  • Dopo aver lavato accuratamente il finocchio, tagliarlo in piccoli pezzi
  • posizionarli in un setaccio per tisane
  • versare acqua bollente e far riposare per circa 10 minuti, poi filtrare e sorseggiare.

2. La tisana preparata con i semi

  • Adagiare i semini del finocchio in un mortaio e batterli delicatamente per ricavarne l’olio e l’aroma
  • sistemare i semi in un filtro e versare acqua bollente, lasciandoli riposare
  • dopo aver rimosso il filtro, versare un altro po’ di acqua ed è subito pronta.

3. Tisana di finocchio con foglie fresche

  • Dopo aver sciacquato le foglie fresche di finocchio, immergerle nell’acqua bollente
  • lasciar riposare l’infuso per 20 minuti circa, coperto
  • filtrare bene e bere preferibilmente caldo.

3. Quali controindicazioni all’uso della tisana al finocchio?

Pur essendo un prodotto naturale, la tisana al finocchio va assunta con moderazione e senza superare le 3 tazze al giorno; può infatti presentare controindicazioni nei soggetti allergici o nei bambini sotto i 15 anni, vediamo perché nel dettaglio:

  • attenzione alle allergie, che possono causare reazioni cutanee;
  • le donne in gravidanza devono bere tisana al finocchio solo dopo ver consultato il ginecologo. Sebbene in passato il finocchio venisse consigliato a chi allattava perché, si diceva, favoriva la produzione di latte, oggi invece studi medici condotti dall’ “Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione” hanno dimostrato che la pianta contiene tracce di estragolo, che possono danneggiare;
  • attenzione anche ai malati oncologici, che talvolta riscontrano reazioni con altri medicinali assunti a causa della grave patologia.