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Regime forfetario: a chi conviene?

Il regime forfettario é quell’agevolazione relativa alla tassazione che permette a determinate aziende con specifici requisiti di godere di sgravi fiscali particolari. Vedremo in questo articolo quali modifiche sono state introdotte nel 2019, che arriveranno a totale adempimento nel 2020.

Partite IVA

Sono stati modificati i requisiti di accesso al regime forfettario, in base alla legge di bilancio 2019:è previsto, infatti, un limite di spesa di 65.000, fra ricavi e compensi, che viene studiato sulla base del precedente anno.
Per quanto riguarda chi si occupa di più di un’attività, con più codici ATECO, il limite sopra citato sarà relativo alle somme di costi e ricavi di tutte le attivitá.
Vengono inoltre eliminati i limiti relativi alle spese di lavoro accessorio, lavoro dipendente, che erano precedentemente stimati in un massimo di 5000 €; quello circa il reddito percepito di 3000 €; quello dei costi per beni strumentali pari a 20000 €.
I coefficienti di redditività per il calcolo dell’imposta sostitutiva rimangono pari al 15% per quanto riguarda le Partite Iva che rientrano nel nuovo sistema. In base alla tabella dei codici ATECO, a seconda delle tipologie di attività, è infatti previsto, fuori dal regime forfettario, che i coefficenti siano stimati in modo progressivo: 40% per industrie alimentari e bevande, commercio all’ingrosso e dettaglio, commercio ambulante di alimentari e bevande, attività di servizi di alloggio e ristorazione; il coefficiente sale al 54% nel commercio ambulante relativo ad altri prodotti diversi da quelli indicati in precedenza; ancora al 62% in caso di intermediari del commercio; 78% per attivitá professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, di servizi finanziari e assicurativi; 86% per costruzioni e attivitá immobiliari; rimane al 67% per le altre tipologie che qui non sono state ancora citate.

Vengono eliminati dalla possibilità di accesso al regime forfettario 2019 i titolari di Partita Iva che esercitano un’attivitá imprenditoriale, d’arte e professioni, in modo contemporaneo ad attività o società di tipo familiare; oltre ad i possessori di Partita Iva che risultano partecipanti, in maniera diretta o indiretta, a società a responsabilitá limitata o ad associazioni in partecipazione, che siano direttamente collegabili a quelle svolte da chi opera in ambito di imprese, arti e professioni.
Per essere più pratici, si pensi ad una figura professionale di un avvocato, che ha quote partecipative all’interno di un ristorante mediante società a responsabilità limitata: egli potrà aderire in sede di regime forfettario, solo con la Partita Iva risalente al lavoro di avvocatura, mentre per il ristorante si rifarà ad i codici ATECO esplicati nel capoverso precedente.
Il divieto di accesso al regime forfettario 2019 è anche previsto per quei titolari dI Partita Iva che hanno percepito reddito nei due anni precedenti come lavoratori dipendenti nel caso in cui abbiano percepito compensi dagli stessi. Questa specifica relativa all’esclusione ha lo scopo di scongiurare le false Partite Iva, che in molti casi vengono fatte aprire da alcuni datori di lavoro, per goderne degli sgravi fiscali. Possono accedere al regime forfettario però quei soggetti che hanno maturato personalmente metà del fatturato del precedente anno, anche sotto titolare di lavoro, perché in questo caso esistono i presupposti economici perché il regime 2019 venga applicato.

Regime forfettario: 5% per startup ed esclusioni per trasgressori

Per una nuova attività, l’apertura di una Partita Iva risulta davvero conveniente all’interno del regime forfettario: si parla infatti di 5% di imposta dovuta per i primi 5 anni di attività.
Perchè questa riduzione tanto drastica avvenga serve che il soggetto non abbia esercitato un’attività, anche di tipo societario, o non abbia partecipato in alcun modo anche ad attività di tipo familiare; la nuova azienda non deve essere la prosecuzione di un lavoro precedente, magari che fosse stato svolto sotto titolare diverso e a cui può essere riconducibile; i ricavi realizzati durante il periodo di regime forfettario non devono superare il limite di accesso di 65000 €.
Le altre cause di esclusione relative a questo nuovo sistema riguardano: le persone fisiche che si avvalevano già in precedenza di sgravi fiscali in sede dI altri regimi forfettari; i non residenti, ad eccezione di quelli facenti parte dell’Unione Europea o comunque di un Paese aderente all’accordo sullo Spazio Economico, che produca il 75% del suo reddito in Italia; i soggetti che praticano in via esclusiva o comunque prevalente cessioni di fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi.
Si ricorda che il regime forfettario cessa la sua valenza a partire dall’anno successivo, in caso che verifiche e controlli provino la sussistenza della trasgressione di legge.

Regime forfettario: a chi conviene?

Comprese le regole del regime forfettario, cosa questo possa implicare nell’economia aziendale personale e non, capiti i limiti oltre i quali viene negato l’accesso, resta da elencare a chi questo tipo di sistema possa realmente convenire.
Le Partite Iva del nuovo regime forfettario, possono godere di una flat tax che raggiunge limiti nettamente inferiori alla tassazione fino ad ora in vigore: le societá e le ditte individuali che possono aderirvi, sono fra quelle che risparmiano di più, fino a 5300 € l’anno, secondo gli ultimi conteggi che sono stati approntati, purché non superino a soglia limite di 65000 € di fatturazione annua. Anche per i lavoratori autonomi, sempre aventi Partita Iva, ci sono dei risparmi notevoli, calcolati con una cifra che si aggira attorno a i 2000 € l’anno.
Queste cifre indicative, sono date dall’azzeramento dell’Iva da versare e dai nuovi coefficienti di reddito, a prescindere dai codici ATECO.
Le nuove attività in sede di regime forfettario, possono ulteriormente godere del sistema, pagando l’imposta unica al 5% per i primi 5 anni.
Per coloro che superano la cifra indicata di 65000 €, fra costi e ricavi in fatturazione, l’aliquota della tassazione sarà fissata al 20%, a partire dal 2020, cifra che, a confronto col regime di tipo ordinario, sembra non convenire a questa particolare categoria.
Bisogna anche considerare che lo sgravio fiscale, non decreta un risparmio anche a proposito dei contributi Inps: solo le imprese possono godere infatti di riduzioni circa questo tipo di tassazione, mentre per i lavoratori autonomi le somme contributive rimangono invariate.

Conclusioni

Tirando le somme circa questo nuovo capitolo economico italiano, il regime forfettario 2019 resetta completamente la tassazione che si era stratificata nel tempo, appiattendo le aliquote da versare ed inglobandole in un’unica sola soglia per semplificarne i versamenti.
Questo genere di provvedimento è finalizzato ad un’impresa economica che soffre ancora della crisi degli ultimi anni, oltre che ad attirare aziende ed investimenti esteri che trovino la loro dimensione nel nostro Paese.
Combattere la paura e le ripercussioni di un disagio economico nazionale che si trascina ancora oggi, è un’impresa difficoltosa e, la cui realizzazione, non rappresenta il punto d’arrivo ma solo il punto d’inizio di un’economia solida e florida.