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Normativa videosorveglianza privata

Quando il titolare del trattamento ha la necessità di tutelare i propri beni, la proprietà, la sicurezza fisica delle persone che lavorano all’interno della sua azienda ecc.., ricorre all’utilizzo delle videocamere.

Ovviamente le videocamere riprendono tutto ciò che passa all’interno del cono di ripresa e, tra le varie cose, potrebbero esserci delle immagini relative alle persone, ebbene quelle immagini relative alle persone rappresentano i dati personali proprio di quelle persone e di conseguenza, le persone riprese assumono la veste di interessati.

Attualmente l’utilizzo delle videocamere è abbastanza diffuso, sono ovunque, dalle piazze di paese, ai supermercati, banche, bar, agli ambienti sanitari, come in un ambulatorio ad esempio, oppure all’interno di un azienda, nel caso si temono danneggiamenti sulla proprietà oppure, per prevenire rischi di rapine o furti quindi, la sicurezza delle persone fisiche e così via.

Le videocamere di sorveglianza di nuova generazione hanno la possibilità di collegarsi ed essere manovrate a distanza tramite la rete di telefonia mobile con pratiche Applicazioni e, permettono di osservare e monitorare i luoghi più disparati

 

Condizioni di utilizzo e normativa in vigore

 

Sullo spunto di tali utilizzi, è bene evidenziare che il trattamento della videosorveglianza deve essere legato a determinate condizioni; innanzitutto il principio della necessità, infatti bisogna soprassedere dal loro utilizzo qualora sia possibile ricorrere ad altri strumenti, e comunque, l’utilizzo è giustificato soltanto nella misura in cui, le videocamere servono a prevenire possibili atti criminosi nei confronti della proprietà o nei confronti delle persone fisiche.

Inoltre il trattamento della videocamera nei confronti degli interessati prevede che questi siano informati, per cui vi è la necessità di apporre della segnaletica in grado di avvisare l’interessato, prima che entri all’interno del cono di ripresa circa i suoi diritti come ad esempio, nel caso di registrazione di immagini, l’interessato deve sapere chi è la persona preposta all’accesso.

 

Conservazione delle immagini

 

Le immagini della videocamera, concettualmente devono essere conservate per un periodo non superiore rispetto a quello necessario, normalmente per tempo necessario si intende, il tempo che la videocamera riesce a trasmettere i file di immagini o video alle forze dell’ordine, nel caso sia avvenuto un illecito, e comunque nell’ordine di un massimo di 72 ore dopo di che vanno eliminate.

All’atto pratico, i file sensibili dovrebbero essere cancellati allo scadere delle 24 – 48 ore, a meno che non ricorrano dei motivi particolari per protrarre la tempistica di conservazione alle 72 ore.

 

Nomina del responsabile

 

In tale contesto, l’utilizzo di una videocamera di sorveglianza, prevede la nomina di una persona incaricata al trattamento della videosorveglianza, anche per scongiurare un uso indiscriminato dello strumento infatti, possono esistere limiti sul numero di accessi, limiti di accesso su determinati orari, oppure è concessa solo la visione di file video in differita ecc.. tutti elementi che andrebbero indicati sulla documentazione a supporto dell’impianto di videosorveglianza.