Come comportarsi con uno stalker; tecniche antistalking

Tecniche di comportamento Antistalking: di Floriana De Michele, Psicologa Psicoterapeuta, ad Avezzano e a L’Aquila

Chi è lo Stalker ?

Lo stalker è un termine che è stato attribuito di recente a certi comportamenti perpetrati generalmente da uomini verso le donne. Non è un neologismo in quanto “stalk” in anglosassone significa “cacciare”, ma è una modalità di caccia con determinate tecniche, per cui la preda viene aggredita dopo una fase iniziale diversiva.

Ebbene la tecnica consiste spesso nel seguire la preda, diventarne la sua ombra, all’inizio senza farsene accorgere per poi improvvisamente uscire fuori dall’ombra ed aggredire. Nel caso del comportamento umano seguire la preda significa spiare i suoi movimenti, leggere le sue lettere, i suoi messaggi o sms, seguire e pedinare, ossessivamente, fantasticare sulle sue azioni o pensieri, dapprima senza mostrare alcuna violenza, ed alla fine aggredire e rendere succube.

Solitamente uomini (ma vi possono essere anche stalker donne) sono frequenti casi di ex che non si rassegnano alla fine di una relazione.

Da un punto di vista psicopatologico (leggi il mio post “Identikit di uno Stalker: i Cinque tipi di Stalker) si tratta di soggetti disturbati, aventi affezioni mentali di tipo affettivo, comunicativo, sociale, che includono allucinazioni e convinzioni di pensiero errate e disorganizzate. Nei casi peggiori possono sfociare nella schizofrenia ed altri disordini (catalogati nel DSM 5).

Per questo conviene conoscere questo fenomeno e soprattutto come sapersi difendere.

Come difendersi da uno Stalker: le tecniche

Innanzitutto, inutile negare il problema: nessuno vuole considerarsi una “vittima”, si tende a evitare di riconoscersi in pericolo, finendo per sottovalutare il rischio e aiutando così lo stalker.

Se la molestia consiste nella richiesta di iniziare o ristabilire una relazione indesiderata, è necessario essere fermi nel “dire di no” una sola volta e in modo chiaro (altri sforzi di convincere il proprio persecutore insistente, saranno letti come reazioni ai suoi comportamenti e quindi rappresenteranno dei rinforzi, in quanto attenzioni, come anche la restituzione di un regalo non gradito, una telefonata di rabbia o una risposta negativa ad una lettera sono segnali di attenzione che rinforzano lo stalking).

Comportamenti molto efficaci per difendersi dal rischio di aggressioni sono quelli prudenti in cui si esce senza seguire abitudini routinarie e prevedibili, in orari maggiormente affollati e in luoghi non isolati.

Se le molestie sono telefoniche, non cambiare numero. Anche in questo caso, le frustrazioni aumenterebbero la motivazione allo stalking. È meglio cercare di ottenere una seconda linea, lasciando che la vecchia linea diventi quella su cui il molestatore può continuare a telefonare, magari mentre azzerate la soneria e rispondete gradualmente sempre meno.

Per produrre prove della molestia alla polizia, non lasciarsi prendere dalla rabbia o dalla paura e raccogliere più dati possibili sui fastidi subiti. Se si pensa di essere in pericolo recarsi dalle forze dell’ordine.

A cura di Floriana De Michele

Psicologa Psicoterapeuta

Avezzano via Verdi 1, L’Aquila

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